giovedì 29 luglio 2010

PUNTINI DI SOSPENSIONE

L'Accademia della Crusca inorridirebbe.
La mia precisa, regolata, rigida compagna di avventure - Alessandra - lo ha già fatto (bacchettate incluse).
Ebbene si, io faccio uso e abuso (adbondantis adbondantum) di puntini di sospensione.

Tre.
Solo tre.
Non più di tre.



Capito!!!???

Come se non conoscessi la regola!

L'Accademia della Crusca ci ricorda che:
"I puntini di sospensione si usano sempre nel numero di tre, per indicare la sospensione del discorso, quindi una pausa più lunga del punto."

La conosco, la conosco la regola.
La seguo nei momenti formali imposti dalla comunicazione, ma… esistono anche momenti più rilassati, colloquiali, immediati, in cui cerchi di "caricare" il senso del testo, come se stessi parlando, con la stessa intensità delle pause prodotte dai silenzi.

I puntini io li adoro. Arricchiscono di sfumature, danno ritmo… li metterei ovunque perché lasciano la porta aperta, lasciano la mente aperta.

Per me i puntini sono uno strumento di interazione con chi legge.

Inoltre, il tondo del puntino mi piace… non ferma, anzi, rilancia, rotola, scivola, scorre.
Uno chiude, tanti aprono.
Sono morbidi, sinuosi, invitanti.




Prima, durante e dopo le singole parole o frasi intere.

A sottolineare l'intensità.

Ma inutile divagare sull'argomento o sognare ad occhi aperti.
Mi appare Alessandra: nella mano destra la bacchetta e nella mano sinistra il numero tre.

Regola impone e mondo osserva!
E la controtendenza?
Non sono state le deroghe a creare nuove regole?

……………………………

domenica 25 luglio 2010

UNTHINK

Ottobre 2009 — New York

Cammino per la città, tutta luci, colori, scritte, dinamica, movimento...

A un certo punto vedo il cartellone ed è un pugno allo stomaco... Lo fotografo, non posso farne a meno e quella scritta mi accompagna durante questi mesi a giorni, momenti alterni.

Rimane nella mia testa e nella mia pancia perché è uno stimolo.

 

Semplice, diretta, una parola composta dove forte la prima parte è una negazione: dà spazio a mille interpretazioni ma a me continua a tornare NONPENSARE

In un mondo cervellotico, dove tutto deve essere ragionato, propagandato, vestito, costruito, questo cartellone mi porta ai sensi, alla sensazione, alla sensibilità, all'emozione...

Cosa comunica?

I testi ovviamente portano la mente a concentrarsi e a costruire pensieri, opinioni, relazioni, congiunzioni, unioni, strategie.

Ma le parole non contestualizzate lasciano libere la fantasia e le emozioni, così come i colori, i suoni, i profumi, le cose.

Mi piace l'idea di non pensare, di ascoltare le proprie emozioni, perché dopo un primo momento di UNTHINK nasce spontaneo il pensiero perché siamo esseri pensanti.

E tutto ciò che pensiamo e viviamo genera comunicazione senza sforzarci troppo...

Ognuno di noi ha innata la capacità di comunicare: in ambiti, spazi, momenti, situazioni e modalità diverse, senza saperlo.

Ciò che fa la differenza, secondo me, è la predisposizione all'ascolto, la capacità di lasciarsi colpire e anche di far sedimentare lo stimolo, di confrontarsi, di scontrarsi, di esprimersi e di portare avanti le proprie idee...

Quando ho visto UNTHINK (ho scoperto tornata a casa e guardando su internet che era la pubblicità di KFC) il primo pensiero è andato a BE STUPID (Diesel) altra scritta che mi ha colpito all'istante...

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 


Il pensiero è arrivato dopo, quando è salito dalla pancia alla testa, ma la comunicazione aveva già messo il suo seme.

Ho lasciato sedimentare e ho ascoltato.

Facciamoci colpire, impariamo ad ascoltare, usiamo pancia e testa.

La comunicazione è stimolo.

Va condiviso: in casa, con gli amici, al lavoro, con chi non conosci...

Pancia e mente aperti...UNTHINK...W KFC!

UNTHINK / IMPENSABILE



Foto bellissima non trovate?
Sexy, dinamica, figa.
Un cartellone pubblicitario che ti lascia modo di far viaggiare la mente.
Pulito, d'impatto, immediato.
I neuroni galoppano chiedendosi cosa ci sia dietro.
Ripeto: figo
Figo anche il claim
UNTHINK > I M P E N S A B I L E

Cosa è impensabile?
Anzi cosa significa impensabile?
Definire qualcosa impensabile induce accettazione o fa scattare la sfida?
E' un limite o una mancanza di limiti?

Un passo indietro: per esempio il vecchio e beneamato


ammazza al via tutte le mie sinapsi. Non sarei mai in grado di pensare 'in rosa'.
O comunque non potrei mai partire da un unico punto, attenendomi a una sola prospettiva. Vestendo prematuramente le mie ambizioni, idee, progetti, anche fallimenti, di un solo colore, con una sola uniforme.

Mentre l'impensabile... beh l'impensabile è pronto a essere pensato, e ancor di più pronto a essere realizzato.

A volte da soli non è possibile.
Ma con la squadra adatta, l'impensabile è semplicemente una parola carica di potenzialità.

Quanto UNTHINK c'è nelle nostre menti che ancora possiamo realizzare?

E tornando alla foto figa...
Riuscite a indovinare di chi è la campagna?
Moda? Comunicazione? Un nuovo film? Una nuova lozione anticaduta?

Acqua....


Impensabile vero?
Quasi come un pollo non fritto buono come uno bisunto...

sabato 17 luglio 2010

Alessandra

Agosto 2007, decido di smetterla con la "dipendenza"...
Così decido di rassegnare le mie dimissioni e di iniziare a collaborare come free lance...
Veramente decido di rivoluzionare completamente la mia vita sia personale che professionale, perchè solo dal caos più completo puoi mettere ordine... la fortuna mi assiste e inizio una serie di piccole collaborazioni da ottobre.

Gennaio 2008, formalizzo la mia decisione di lavorare come libera professionista e la fortuna non mi abbandona e mi assiste con 2 progetti, uno medio e uno grandissimo.
Il lavoro è molto, l'attenzione totale, comprendo che da sola non ce la posso fare, ma neanche assumendo una risorsa.
Però una collaborazione temporanea poteva sollevarmi, almeno psicologicamente...
L'agenzia per cui lavoravo come Project Manager appoggia la mia scelta: il risultato prima di tutto.
Non ero convinta della soluzione, in passato avevo trovato solo una collaboratrice con i cosiddetti attributi e infatti ora fa il mio stesso lavoro.
Perplessa ma stanca, inizio a fare qualche colloquio, non mi convince nessuno.....
Ormai era argomento di conversazione anche con le amiche che mi vedevano sempre più tirata e assente; avevo perso le speranze, quando un giorno una telefonata:

Amica: Ciao, stai ancora cercando un aiuto?
Rosita: si, ma non ci credo più.
Amica: posso invitare un'amica a cena che è curiosa del lavoro che fai ed è in sabbatico dalla sua professione?
Rosita: e questo sarebbe l'aiuto? vabbè, sempre meglio che un pugno in un occhio... se non altro mangio...
Amica: ok, stasera alle 20.

Pizzeria: mi si presenta una rossa con una folta chioma riccia, senza trucco ed ugualmente bella in quella sua semplicità, nulla di eccessivo, di elaborato, ma i dettagli mi colpirono: sicura, borsa a la page, molto parisienne, occhiali da sole anche se non c'era il sole... non si poteva non notare, passo lento e sicuro, mezzo sorriso, nulla di eccessivo...

Mangiamo e chiacchieriamo: mi colpirono la penna e il quaderno, prendeva appunti su tutto e ho pensato: ma cosa diavolo scrive???? pochi sorrisi, ma quei pochi illuminavano il viso, sguardo fisso nel tuo, occhi vivaci, non abbassava lo sguardo, avida, curiosa ma mai invadente, leggera... decido di provare...

Ufficio, primo giorno, prima domanda che mi sorge spontanea: chissà quanto regge?
Io sono insopportabile perchè corro e purtroppo pretendo che gli altri seguano il ritmo... le vomito letteralmente addosso tutte le informazioni possibili, lei mi guarda basita, prende appunti e rilegge cosa deve fare per il giorno dopo.

Ufficio, secondo giorno: caffè, si siede e mi vomita addosso tutto quello fatto con suggerimenti su cose che non le funzionano e io penso ah, però!!!! se regge i ritmi sono a cavallo.

I ritmi li ha retti, eccome, e ha dimostrato di avere quella che io chiamo pancia: passione, capacità di analisi, proattività, reattività, capacità di relazionarsi, ascolto, creatività, gusto e un'innata capacità di raccontare e di raccontarsi...

Alessandra non si vede ma si sente, smorza i toni, sa ridere e piangere, sa rispettare tutti, sa entrare in un gruppo in punta di piedi e farsi riconoscere immediamente come punto di riferimento, è flessibile e determinata, non ha paura delle proprie emozioni, autonoma e indipendente è capace di condividere, non nasconde...

Alessandra è uno stimolo continuo a migliorarsi, è una mente e un cuore in movimento, è affidabile, gestisce con naturalezza, è una problem solver.

6 mesi fa decide di iniziare a mettere su carta, o meglio su web, se stessa... è già un successo.
Ad Alessandra bisogna solo lasciare la porta socchiusa: è presente e mai invadente, suggerisce senza imporre...

E' l'unica compagna di avventura che saprei consigliare, ti porta per mano alla scoperta di nuovi mondi e nuove prospettive, non si ferma all'apparenza, guarda in profondità, non ha paura delle nuove sfide...

Alessandra integra e completa.
Tutti possono dare, pochi possono arrichire.
Io non posso più farne a meno.

Rosita

Primavera 2008, sera, pizzeria in Brera.
Devo incontrare per la prima volta Rosita Dassisti.
Ne ho sentito parlare tanto da un'amica comune, ma non ho mai avuto occasione di conoscerla personalmente.
So che è una persona super impegnata, sempre in movimento, con tanta grinta.
Altro non so.
Ho un po' paura, devo incontrarla per lavoro, io vengo da tutt'altro, ho preso un anno sabbatico dall'editoria e forse c'è la possibilità di collaborare con lei.
Ha due grossi progetti in corso.
E ha bisogno di una mano.
Potrebbe essere la mia.
Arriva.
Me la immaginavo tutta diversa.
Me la immaginavo un fascio di nervi e tendini, scattosa e distaccata.
Tutto sbagliato.
Rosita sorride tanto, sempre, e ti trasmette positività con quel sorriso.
Rosita ti avvolge con la sua energia.
Rosita è un turbine, non può passare inosservata.
Rosita entra in una stanza e prende il controllo della situazione, ma non ti senti defraudata di nulla, senti con sollievo che ti puoi affidare a lei.
Ricomincio a respirare normalmente, mi affido a Rosita.
Rosita ha straordinarie priorità: prima mangiamo, poi parliamo e ti spiego.
Si Capo! Mangiamo, poi parliamo.
Prendo fiumi di appunti.
Nella mia vita lavorativa sono per la prima volta di fronte a una persona che condivide.
Condivide veramente, le informazioni, gli spunti, le idee.
Ma soprattutto condivide il suo know-how, che vi assicuro 'è tanta roba'.
E lo fa senza pensarci due volte.
Perché sa che gettare il seme, aiuta a far nascere più idee, porta al confronto, al miglioramento, alla soluzione ideale.
Scrivo, la guardo, ascolto, scrivo, scrivo, ascolto, la guardo, scrivo.
Mi sembra di non aver fatto altro nella vita, sono entusiasta, pronta a partire, a impegnarmi.
Ecco, Rosita sa motivare.
E se ci credi, il risultato sarà straordinario.
Così è cominciata l'avventura.
E non mi ha mai delusa.
Voltandomi, l'ho sempre trovata.
Non voltandomi, l'ho sempre sentita.
Dubbiosa, ho sempre potuto chiedere.
E tutto questo, non è così ovvio.
Con lei affianco so che tutto sarà sempre sotto controllo.
Chi non affronterebbe un nuovo progetto, un cambiamento, un'avventura potendo contare su una persona così?
Nessuno credo.
Quindi.
Lasciamole prendere il timone.
Ci porterà lontano.