domenica 22 agosto 2010

Tutto comunica - ma a che livello esattamente?

Vengo colpevolmente in ritardo.
Ho letto e riletto il post di Rosita.
Guardato e riguardato la sua foto.
Analizzato le sue liste.

E sono testimone vivente che le sue borse sono effettivamente così organizzate.
Una volta ho visto uscire anche un laccio emostatico.
E un siero antivipera.
Sono le borse di Mary Poppins, delle problem solvers fatte e finite.
Rosita, corrisponde alle sue borse.


Io della mia, o mie (dipende dal periodo il numero della zavorra che mi incollo da portare in giro), mi vergogno un po'.

Non di portarla in giro, che tanto è chiusa, e quindi a meno di esseri umani dotati di raggi X, nessuno può vedere il caos primordiale che contiene.

Che corrisponde più o meno a questo (anzi questa è la versione estiva ridotta)

Io non lo cosa c'è nelle mie borse.
Le riempio con la foga della profuga di guerra.
Ma senza criterio.
Mi assicuro solo che ci siano chiavi, portafoglio, documenti, carta di credito e cellulare.

Posso portarmi dietro qualcosa per secoli, dal lipstick al carica batterie, senza usarlo mai.
E averne un bisogno disperato esattamente il giorno dopo che l'ho scaricato a casa.

Quando cambio borsa travaso solo i 5, essenziali componenti succitati, il resto lo lascio li.
Quando riprendo una borsa dopo qualche mese a volte, ritrovo cose che cercavo da tempo.
A volte anche delle uova di dinosauro.

E mi impegno giuro.
Ogni tanto faccio pulizia di carte e scontrini, quando questi mi impediscono di trovare in tempi rapidi il portafoglio.
Cerco di organizzarle con pochette varie.
Ma tutto quello che finisce nelle pochette è come se sparisse in un buco nero.
Resta nella pochette inutilizzato.
A volte tento di disciplinarmi passando a micro borse, seguendo la logica che individua almeno un 90% di cose inutilizzate negli effetti personali che mi incollo in giro per mondo.
Poi mi ritrovo con il cellulare in bocca, le chiavi in tasca e la borsa sempre aperta per esondazione di materia...

Quindi? Questo cosa comunica?
Che io sono come le mie borse?
O che le mie borse sono il subconscio della mia anima?
O che mi sfogo nel disordine interno/borsa per la pretesa di ordine estremo che impongo a me stessa nel quotidiano?
Non lo so, ma le mie borse sono irrimediabilmente così.
Forse quando le disciplinerò avrò raggiunto un nuovo livello di evoluzione...
O forse avrò perso una tacca di creatività.


La vostra borsa, che parte di voi è?
Conscia, inconscia, subconscia, quella che vorreste nascondere, quella che comunque rinnegate ma non potete fare a meno di portarvi dietro, quella che esprime le vostre necessità?


Chi/cosa esprimete?
Chi/cosa vi segue ogni giorno a tracolla?

1 commento:

bismama 2.0 ha detto...

Ahahaha uguale uguale a me. Anche io porto le cose essenziali. All'inizio. Poi mi ritrovo col tubetto dell'attack aperto 4 anni prima. Come ci sia finito lì è un mistero.
E poi, a volte, apro l'armadio, guardo nelle vecchie borse come una bimba alla ricerca di un tesoro...